Ciao, sono Gabriele.

Se ami mettere in discussione il senso comune delle cose, questo blog è per te.

Tanto cuore e un po' di cervello.

Classe 1979. Ex-manager d'azienda, ex-vegetariano ed ex-insonne. Insomma, ex. Ritardario secondo il mondo ordinario, ma puntualissimo secondo me. Appassionato di scienza e nutrizione, prima per necessità, poi per davvero. Non avendo avuto in dono la genialità, cerco di compensare con tutto il resto. E non essendo mai stato precoce in niente in tutta la mia vita ho sempre ritenuto che la cosa più importante da elogiare oltre la follia, fosse la lentezza. Ah, ballo malissimo, con movimenti sconnessi e piuttosto rigidi che mi hanno fatto meritare, fin da piccolo, l'appellativo di "Legnovivo".

La libertà comincia dall'ironia.

Solo per il fatto che ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere, l'ironia, conviene sempre praticarla. Poi, come scriveva Georges Bataille: "Il riso è il salto del possibile nell'impossibile." Un viaggio verso la libertà. E lo stesso Leopardi, che di certo non era la massima espressione dell'ottimismo, aveva capito una cosa importante: "Chi sa ridere, è padrone del mondo".

Diventiamo grandi grazie ai sogni.

Credo di aver vissuto in una bolla negli gli ultimi 20 anni. Solo adesso, che il mio corpo ha ripreso lentamente a funzionare me ne rendo conto. Ero diventato un robot, che però non rispondeva più ai comandi. Ho pensato che fosse normale, o che semplicemente fosse la mia indole. Mi sbagliavo. Era come se il mio sistema operativo (idee, pensieri, emozioni) non potesse funzionare all'interno di un hardware rotto. E di tutte le cure possibili, i sogni sono sempre il rimedio più efficace.

Ci si mette molto tempo
per diventare giovani.

Che sia un'illusione o tutto vero, poco importa. Diventa vero solo quelli in cui credi veramente. Certe volte stare male serve pure a qualcosa. Perché quando ti riprendi, tutto sembra così vivo, intenso, meraviglioso, come non lo è mai stato prima. Diciamo che anche la sfiga può diventare utile, alla fine, se maneggiata con molta cura.
Si tratta di una forma evolutiva ancora piuttosto zoologica, ma finora, l'unica che sono riuscito a praticare.

L'unico modo per avere importanza è darsela.

Alla fine anche io, non ho resistito ed ho aperto un blog. Come ogni blogger vanitoso (e un po' vano), ho pensato che il mio sarebbe stato diverso dagli altri, unico nel suo genere, e indubbiamente il migliore. Ma certamente, mi sbagliavo. Tuttavia la gente che ogni mese passa di qua, mi induce a crederlo. Lo so, non cercano me, ma è comunque bello ogni tanto pensare che sia così. Di essere considerato un uomo-oggetto.

L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai.

Non sono un medico né uno scienziato. Non ho quindi niente di medico, tranne un parente molto stretto. Però, la mia esperienza, dopo averle provate quasi tutte, e la cognizione di aver spesso tratto i migliori benefici dall'esperienza di altri pazienti, mi ha spinto ad inventarmi un nuovo lavoro, che non credo, ad oggi, esista. Gli ho dato anche un nome: Health Facilitator. Un facilitatore che connette i pazienti ed i professionisti, offrendo la propria esperienza, motivando ed ispirando le persone a continuare le proprie ricerche. Aggrego informazioni, articoli e libri. Indicando i contenuti e le storie più interessanti e mettendo in contatto pazienti con storie simili. Non prescrivo esami né cure, né dò consigli terapeutici di alcun tipo. Ma soprattutto, non mi sostituisco in alcun modo alla professione del medico.

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Ne ho scelti 3 per te, tra centinaia di conversazioni intrattenute dalla nascita del blog.

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